Salute naturale

Cosa succede se non si mangia pane e pasta

Cosa succede se non si mangia pane e pasta? Analizziamo le conseguenze alle quali il nostro organismo potrebbe andare incontro escludendo o riducendo di molto il consumo di carboidrati nei pasti quotidiani.

Eliminare drasticamente intere categorie di alimenti dalla nostra dieta non va mai bene. La tendenza più diffusa è quella di fare a meno dei carboidrati, accusati di essere i principali responsabili dei nostri chili di troppo, senza sapere davvero a cosa servono e perché un loro consumo ben dosato è indispensabile per il nostro organismo. Smettere di mangiarli anche solo per qualche settimana può causarci danni ingenti che rischiano di protrarsi e manifestarsi a lungo termine. Approfondiamo allora nel dettaglio cosa succede se non si mangia pane e pasta.

Ci sentiamo più spossati, stressati e fatichiamo a concentrarci

Ciò che salta subito all’occhio dopo aver smesso o ridotto l’assunzione di carboidrati è la rapida e quasi miracolosa perdita di peso: dato che gli zuccheri tendono a fermentare nell’intestino facendoci sentire più gonfi, se li sostituiamo con più fibre il risultato sarà diametralmente opposto.

In verità, poiché il corpo li immagazzina sotto forma di glicogeno, smettendo di mangiare pane e pasta perderemmo più acqua che grasso. Per ogni grammo di carboidrato, infatti, accumuliamo almeno il triplo del suo peso in acqua. Dunque perdendo grammi, perdiamo liquidi.

Essendo la nostra principale fonte di energia, una loro carenza ci rende spossati e poco concentrati, perché a soffrirne è in primis il nostro cervello. Ed ecco che insorgono debolezza, vertigini, nausea, insonnia e sintomi affini, facendoci sentire come se avessimo l’influenza. Di conseguenza calano le nostre prestazioni, poiché il nostro organismo deve ricorrere a riserve metaboliche non immediatamente disponibili. Non mangiarli ci rende anche più stressati e lunatici, in quanto inducono la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore della tranquillità e serenità.

Meglio alternarli ai carboidrati integrali

I carboidrati, secondo un recente studio, attivano i centri di dipendenza del cervello che ci spingono a volerne sempre di più. È per questo che ci sembra di non poterne mai fare a meno, ed eliminarli si rivelerebbe un sacrificio oltre che un grosso errore.

Come già sappiamo, innalzano ovviamente i livelli di zucchero nel sangue, perciò, invece di abolirli senza mezzi termini, potrebbe essere più facile e meno pericoloso ricorrere talvolta a quelli integrali: hanno un assorbimento più lento e limitano determinati picchi di glicemia, abbassando anche il colesterolo e proteggendoci maggiormente dalle malattie cardiovascolari. Una via di mezzo è sempre la soluzione migliore in tutto. I carboidrati dovrebbero costituire tra il 45 e il 60% delle calorie totali della giornata, integrali ma non solo, assumerli è quindi importantissimo.

Ovviamente i carboidrati, soprattutto pane e pasta, vanno sempre considerati come parte integrante di una dieta varia ed equilibrata, comprensiva di tutto, senza esagerare nell’uno o nell’altro verso.

Se desideriamo perdere qualche chilo, pratichiamo piuttosto una maggiore attività fisica: la corsa, il nuoto, qualsiasi altro sport e persino camminare o andare in bicicletta può andar bene.

Consumiamo più frutta e verdura, ma non aboliamo mai i carboidrati. Sarebbe come togliere il carburante a un’auto. Se vogliamo diminuirne le quantità, facciamolo sotto controllo medico per garantire comunque al nostro organismo il giusto apporto quotidiano. I più esperti suggeriscono di mangiare almeno una porzione di pasta al giorno, meglio se cotta al dente, poiché risulta più digeribile. 80 grammi sono sufficienti per la pasta di semola, 120 grammi invece per la pasta all’uovo. Per quanto riguarda il pane, invece, è possibile arrivare senza particolari problemi a 150 – 200 grammi al giorno, da ridurre all’occorrenza se mangiamo più o meno pasta.

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