Infezioni sessualmente trasmissibili: 5 cose da sapere

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infezioni sessualmente trasmissibili

Nonostante le infezioni sessualmente trasmissibili siano ormai un argomento all’attenzione di tutti, ci sono ancora alcuni aspetti che vengono ignorati. Ecco, allora, cinque cose che si devono assolutamente sapere su queste pericolose patologie.

Non vanno sottovalutate

Le infezioni sessualmente trasmissibili, anche conosciute come IST, possono essere anche molto pericolose e non vanno sottovalutate. Innanzitutto è molto alto il numero delle persone che si infettano e che rischiano, anche inconsapevolmente, di trasmettere l’infezione anche il partner.

Inoltre, se l’infezione non viene curata adeguatamente perché non viene diagnosticata in tempo o viene effettuata una diagnosi sbagliata, c’è la possibilità che si sviluppino patologie estremamente gravi.

I sintomi da tenere d’occhio

Dopo il contagio esiste un certo lasso di tempo, definito di incubazione, durante il quale anche se non ci sono i sintomi è comunque possibile trasmettere l’infezione. È importante, però, fare attenzione ad alcuni segnali che possono denunciare la comparsa dell’infezione. Fra questi c’è la presenza di perdite genitali ma anche frequenti dolori alla parte bassa del ventre. Un altro sintomo importante è pure la presenza di piccole lesioni nelle zone genitali e nella bocca o nell’ano e, infine, il continuo desiderio di urinare, con o senza dolore. Se c’è la comparsa di questi sintomi occorre subito rivolgersi al proprio medico per gli esami del caso.

Più complicata è la questione dell’HIV. Ipotizzare un contagio basandosi su ipotetici sintomi è davvero improbabile. L’unico modo è fare il test HIV regolarmente. In Italia, tra l’altro è possibile farlo gratuitamente in tantissime strutture pubbliche. Bisogna, però, attenzione al periodo finestra, ovvero il lasso di tempo all’interno del quale il test HIV non è in grado di rilevare con certezza la presenza del virus (puoi approfondire la questione in questo articolo): dovrai aspettare da 40 fino a 90 giorni, a seconda della tipologia di test a cui ti sottoporrai.

Le principali cause di infezione

Le cause della trasmissione delle IST sono legate alla presenza di virus ma pure di batteri, di parassiti e protozoi: ognuno di essi è responsabile di una tipologia di infezione.

Malattie come gonorrea, clamidia e sifilide sono legate alla presenza di specifici batteri. La tricomoniasi, invece, è dovuta all’azione di un protozoo. Infine le patologie come herpes genitale, epatiti, HIV e condilomi genitali sono legati all’attività di un virus. Per ognuna di queste è previsto un trattamento diverso che deve essere iniziato ai primi segni di comparsa dell’infezione.

Quali sono i canali di trasmissione delle infezioni

Le IST hanno dei canali di trasmissione molto ben individuabili e ai quali bisogna prestare attenzione. Ad esempio qualsiasi tipo di rapporto sessuale – vaginale, anale, orale – sia etero che omosessuale, è un potente canale di trasmissione così come lo è il contatto del sangue, la saliva e in genere le secrezioni mucose e il passaggio tra feto e madre. 

Abbiamo citato la saliva: se baciare una persona espone al rischio di herpes o della mononucleosi, non c’è alcun rischio di contrarre l’HIV. Ogni infezione, è diversa.

Non sono, invece, un canale di trasmissione i colpi di tosse, uno sternuto o ambienti come i mezzi pubblici. I contatti sociali che non rientrino nelle sfere sopra descritte possono essere vissuti con estrema serenità perché non sono causa di contagio.

È più corretto parlare di “infezioni”

Spesso le infezioni sessualmente trasmissibili vengono chiamate malattie ma in realtà si tratta di vere e proprie infezioni. Infatti non sono pochi i casi in cui le persone che hanno contratto l’infezione, pur essendo positivi, non dimostrano alcun sintomo della malattia oppure alcuni ma molto lievi. Proprio il fatto che spesso le persone infette siano asintomatiche è una delle cause principali della loro diffusione incontrollata.