Le patatine fritte contengono una sostanza killer: il nuovo studio

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patatine killer

Le patatine sono davvero gustose per il loro sapore e per la loro croccantezza. Si sa però che i fritti fanno male soprattutto a chi soffre di colesterolo, ma anche chi è completamente sano dovrebbe temerle. Uno studio ABR realizzato qualche mese fa ha scoperto che le patatine fritte contengono una sostanza definita dagli studiosi killer. Si tratta dell’acrilammide, una sostanza che può rivelarsi potenzialmente tossica. L’acrilammide si sviluppa quando i cibi vengono cotti alle alte temperature.

Attraverso delle particolari reazioni chimiche, assistiamo allo sviluppo di questa sostanza pericolosa per la salute quando i cibi vengono fritti, cotti al forno o alla griglia. La ricerca scientifica si è concentrata molto sulle conseguenze che la sostanza in questione potrebbe provocare e su quelle che sarebbero imputabili ad un suo prodotto metabolico, che si chiama glicidammide.

Entrambi fanno male al sistema nervoso, possono causare delle alterazioni del dna e possono contribuire a far sviluppare malattie tumorali. Secondo alcuni dati sperimentali raccolti dagli studi sugli animali, l’acrilammide sarebbe pericolosa anche per il feto, perché si distribuisce in tutti i tessuti.

Secondo gli esperti, i possibili alimenti in cui si può trovare questa sostanza pericolosa e potenzialmente tossica, oltre alle patate fritte e alle patatine, sarebbero anche i biscotti, il pane bianco e il caffè.