Cerca

Cerca nel magazine

Che cosa vuoi approfondire?

Acqua frizzante dopo i pasti, aiuta davvero a digerire? Cosa dice la scienza

acqua frizzante
Foto dasha11 © 123RF.com

Bere un bicchiere di acqua con le bollicine dopo aver mangiato è un’abitudine piuttosto comune. La sensazione che si avverte subito dopo può far pensare che questa bevanda favorisca il lavoro dello stomaco, soprattutto quando compare un’eruttazione accompagnata da una percezione di maggiore leggerezza. Dal punto di vista fisiologico, però, le cose funzionano diversamente. La presenza di anidride carbonica può modificare le sensazioni avvertite dopo il pasto, senza necessariamente rendere più veloce il processo digestivo.

Acqua frizzante e digestione, cosa accade nello stomaco

Per comprendere il fenomeno bisogna distinguere la digestione dalla semplice eliminazione dell’aria presente nell’apparato gastrointestinale. Con l’acqua gassata viene introdotta anidride carbonica e una parte di questo gas può successivamente tornare verso l’alto ed essere espulsa attraverso la bocca.

L’eruttazione che può comparire dopo aver bevuto rappresenta quindi soprattutto una conseguenza della presenza del gas. La digestione coinvolge invece numerosi meccanismi attraverso i quali gli alimenti vengono elaborati e progressivamente trasferiti lungo il sistema gastrointestinale.

Uno dei parametri utilizzati dalla ricerca per studiare questi processi riguarda la velocità con cui il contenuto dello stomaco prosegue verso l’intestino. Le evidenze raccolte finora non consentono di attribuire all’acqua gassata una capacità certa di rendere più rapido questo passaggio rispetto a quella priva di bollicine. Gli studi disponibili presentano inoltre dimensioni limitate, elemento che invita a interpretare i risultati con prudenza.

In altre parole, la sensazione di leggerezza percepita da alcune persone può essere autentica, ma non costituisce automaticamente la prova di una digestione più efficiente.

Uno studio ha osservato possibili benefici in alcuni pazienti

Sul tema esistono comunque risultati che meritano attenzione. Una ricerca condotta su 21 partecipanti interessati da disturbi riconducibili alla dispepsia e da problemi di stitichezza ha valutato gli effetti del consumo di acqua minerale contenente gas.

Dopo un periodo vicino alle due settimane, nel gruppo che assumeva questo tipo di acqua sono stati registrati cambiamenti favorevoli nei punteggi utilizzati per valutare la sintomatologia. Il dato, tuttavia, richiede cautela prima di essere trasformato in una raccomandazione generale.

Successive analisi della letteratura scientifica hanno infatti evidenziato alcuni limiti metodologici di quella ricerca. Un altro aspetto riguarda il tipo di confronto utilizzato: l’acqua minerale gassata veniva messa a confronto con quella proveniente dal rubinetto. Diventa quindi difficile stabilire se gli eventuali effetti osservati fossero collegati alla carbonatazione, alla composizione minerale oppure ad altri elementi.

Si tratta dunque di indicazioni interessanti per ulteriori approfondimenti scientifici, più che di elementi sufficienti per assegnare alle bollicine una funzione terapeutica.

Gonfiore e aria nella pancia: le reazioni possono cambiare

L’effetto dell’acqua frizzante varia sensibilmente da individuo a individuo. Per alcune persone bere una bevanda carbonata non comporta particolari conseguenze; altre possono invece avvertire una maggiore presenza di aria, tensione addominale oppure frequenti eruttazioni.

Il motivo è intuitivo: attraverso una bevanda gassata viene introdotta nell’organismo una quantità aggiuntiva di gas. Chi tende già a soffrire di gonfiore addominale potrebbe quindi trovare utile osservare la propria risposta individuale e valutare il consumo sulla base delle sensazioni avvertite.

Un ragionamento simile riguarda chi presenta episodi di reflusso. Se l’assunzione di acqua con anidride carbonica coincide regolarmente con la comparsa di bruciore o con la risalita del contenuto gastrico, ridurne il consumo può essere preso in considerazione insieme alle indicazioni del proprio medico.

Questo, però, non significa che le bollicine producano automaticamente tali disturbi in tutte le persone. Le conoscenze disponibili non permettono di stabilire un effetto identico per chiunque e una parte degli studi esistenti riguarda più in generale le bevande carbonatate, categoria che comprende prodotti molto diversi dalla semplice acqua.

La risposta individuale resta un elemento importante

Per una persona che beve volentieri acqua frizzante e non avverte conseguenze spiacevoli, non emerge quindi dalla questione digestiva un motivo generale per rinunciarvi. Diverso è il caso di chi associa regolarmente il consumo a gonfiore, bruciore o aumento delle eruttazioni: osservare questa relazione può aiutare a capire quale bevanda risulti più confortevole durante la giornata e durante i pasti.

Alcuni sintomi gastrointestinali richiedono comunque maggiore attenzione, soprattutto se diventano persistenti, cambiano improvvisamente oppure compaiono insieme ad altri segnali. Dolore addominale, variazioni importanti dell’attività intestinale o dimagrimento senza una ragione evidente meritano un confronto con un professionista sanitario.

Anche in presenza di disturbi compatibili con il reflusso esistono situazioni nelle quali è opportuno rivolgersi al medico. Tra i segnali da valutare rientrano, ad esempio, problemi durante la deglutizione, perdita di peso involontaria e sanguinamenti gastrointestinali.

La conclusione è quindi meno sorprendente di quanto possa sembrare: l’acqua frizzante può dare una sensazione immediata di sollievo perché favorisce l’espulsione del gas introdotto bevendola, ma questo fenomeno non equivale a una dimostrazione di maggiore velocità della digestione. Per scegliere tra acqua naturale e gassata può essere più utile considerare la tollerabilità personale, mantenendo una corretta idratazione e prestando attenzione all’eventuale comparsa di disturbi.

Exit mobile version