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I pistacchi fanno dormire meglio? La risposta degli esperti

pistacchi
Foto sai0112 © 123RF.com

Dormire bene dipende da molti fattori, dalle abitudini quotidiane fino agli orari con cui si va a letto. Anche l’alimentazione viene studiata sempre più spesso per capire quale rapporto possa avere con la qualità del riposo. Tra gli alimenti finiti sotto la lente dei ricercatori ci sono anche i pistacchi, che contengono alcune sostanze coinvolte nei meccanismi legati al sonno. Una recente analisi scientifica ha raccolto le conoscenze disponibili per capire quanto questa associazione sia davvero fondata.

Perché i pistacchi sono diventati interessanti per chi studia il sonno

L’attenzione nasce soprattutto dalla composizione nutrizionale di questo alimento. Una quantità pari a circa 28 grammi, che corrisponde grossomodo a una piccola manciata, apporta approssimativamente 71 milligrammi di triptofano. Questa sostanza è un aminoacido utilizzato dall’organismo in processi che portano alla formazione della serotonina e successivamente della melatonina.

La melatonina svolge un ruolo importante nella regolazione del ritmo sonno-veglia e contribuisce a comunicare all’organismo quando si avvicina il momento del riposo.

I pistacchi contengono inoltre altri elementi interessanti dal punto di vista nutrizionale, come vitamina B6, magnesio, fibre e polifenoli. È presente anche una certa quantità di fitomelatonina, cioè la forma di melatonina che si trova naturalmente nei vegetali. Una porzione di circa 28 grammi fornisce complessivamente intorno alle 160 calorie.

Proprio l’insieme di queste caratteristiche ha spinto i ricercatori a chiedersi se il consumo di pistacchi possa avere qualche relazione con il riposo notturno.

Il possibile ruolo dell’intestino

Un altro aspetto interessante riguarda ciò che accade durante la digestione. Alcuni esperimenti realizzati in laboratorio hanno analizzato il comportamento delle componenti dei pistacchi quando entrano in contatto con i microrganismi intestinali.

Le fibre e alcuni composti vegetali possono essere utilizzati dalla flora intestinale attraverso processi di fermentazione. Da queste trasformazioni possono nascere sostanze chiamate acidi grassi a catena corta, tra cui il butirrato, che viene studiato per le sue diverse funzioni nell’organismo.

Le osservazioni effettuate finora suggeriscono inoltre che la fitomelatonina presente nel pistacchio possa essere rilasciata progressivamente nel tratto intestinale. La sottile pellicina che circonda il seme potrebbe avere un ruolo in questo processo.

Per gli studiosi, quindi, l’elemento più interessante potrebbe essere rappresentato dall’azione combinata di numerose sostanze presenti nel pistacchio. Fibre, micronutrienti e composti vegetali lavorano infatti all’interno di un sistema molto più complesso rispetto all’effetto di un singolo nutriente.

Cosa dimostrano davvero gli studi

Qui è importante distinguere le ipotesi biologiche dalle prove ottenute direttamente sulle persone. La pubblicazione presa in considerazione è una revisione narrativa: gli autori hanno raccolto risultati provenienti da diverse ricerche già disponibili per valutare se esistano elementi sufficienti per approfondire il possibile rapporto tra pistacchi e sonno.

Al momento servono ancora sperimentazioni cliniche controllate dedicate specificamente al consumo del frutto intero e alla qualità del riposo.

Esistono comunque alcune indicazioni indirette considerate interessanti. Ricerche effettuate su altri alimenti contenenti fitomelatonina, per esempio prodotti derivati dalle ciliegie oppure pomodori, hanno registrato in alcuni casi variazioni dei valori collegati alla melatonina e possibili effetti favorevoli sul riposo.

Anche diversi studi osservazionali hanno trovato associazioni tra un’alimentazione con buoni apporti di fibre, magnesio e triptofano e alcuni parametri collegati a una migliore qualità del sonno. Un’associazione statistica, però, può dipendere anche dal quadro complessivo dello stile di vita seguito dalle persone osservate.

Pure gli studi sugli integratori hanno prodotto risultati differenti, con effetti che sembrano emergere maggiormente in particolari gruppi di persone.

Un’ulteriore variabile riguarda la quantità di fitomelatonina presente nei pistacchi, che può cambiare in base alla varietà del prodotto e alle lavorazioni effettuate. Gli autori della revisione segnalano inoltre che il lavoro ha ricevuto finanziamenti sia pubblici sia provenienti da un’associazione legata ai produttori. È quindi un elemento da considerare nella lettura complessiva dei risultati.

Pistacchi la sera: come interpretarli nell’alimentazione

Le conoscenze disponibili rendono quindi i pistacchi un alimento interessante per la ricerca sul rapporto tra nutrizione e riposo, mentre saranno gli studi clinici dedicati a chiarire meglio l’eventuale effetto diretto sul sonno.

Dal punto di vista alimentare possono comunque trovare spazio all’interno di una dieta varia ed equilibrata. Come spuntino rappresentano una fonte di proteine vegetali, grassi, fibre e diversi micronutrienti. La quantità rimane un aspetto importante, considerando il loro apporto energetico, mentre le versioni senza aggiunta di sale risultano particolarmente adatte per un consumo quotidiano equilibrato.

Per favorire un buon riposo conta soprattutto l’insieme delle abitudini: mantenere orari abbastanza regolari, esporsi alla luce durante il giorno, organizzare bene i pasti e gestire l’assunzione di caffeina nelle ore che precedono la sera.

I pistacchi, dunque, rappresentano un interessante oggetto di studio grazie alla loro particolare composizione. Le ricerche future potranno stabilire con maggiore precisione se quella piccola manciata consumata nell’arco della giornata possa avere anche un ruolo misurabile nella qualità del sonno.

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