Salute naturale

Zucchero bianco: è un veleno? Tutta la verità

Approfondiamo il processo di raffinazione a cui è sottoposto lo zucchero bianco, scoprendo se è davvero così dannoso per la nostra salute e se sarebbe meglio evitarlo categoricamente.

Da tempi immemori, lo zucchero rientra abitualmente nella nostra alimentazione quotidiana: viene impiegato un po’ ovunque come dolcificante, nel tè o nel caffè, per la preparazione di dolci, determinate bevande e così via. In commercio è possibile trovarlo in due varianti: quello bianco e quello di canna. Il primo è il più conosciuto e utilizzato, ma è da molti considerato un “veleno”, in quanto si dice che le lavorazioni chimiche a cui è sottoposto ne comprometterebbero le originali caratteristiche. Ma qual è la verità? Lo zucchero bianco è realmente così velenoso?

La raffinazione dello zucchero

Sulla base di alcune teorie, il processo di raffinazione dello zucchero andrebbe a cancellare ogni sua componente originale, rendendolo un’accozzaglia di residui tossici dovuti alla lavorazione. C’è da dire, comunque, che, nei tempi antichi, l’unico dolcificante utilizzato era il miele. Solo successivamente, dapprima in India e poi in tutto il resto del mondo, si scoprì che era possibile ricavare un ulteriore dolcificante facendo bollire il succo della canna. Molto più tardi fu invece estratto lo zucchero da barbabietola, che divenne la soluzione più diffusa.

Lo zucchero bianco è davvero velenoso?

In tanti affermano che il prodotto finale non sarebbe affatto salutare: vitamine, sali minerali, enzimi e oligoelementi andrebbero totalmente persi con la raffinazione, e lo zucchero che ogni giorno consumiamo altro non sarebbe che un insieme di calce, resine, acidi, ammoniaca, con solo qualche traccia di barbabietola da zucchero. Senz’altro tutte affermazione da un certo punto di vista veritiere, infatti è sempre sconsigliato abusarne: un’assunzione troppo elevata favorisce la comparsa di malattie croniche cardiovascolari nonché l’insorgenza di diabete, soprattutto in chi è predisposto.

Ma limitarne il consumo non equivale a demonizzarlo o a definirlo un “veleno”, come se dovesse essere a tutti i costi bandito dalla propria dieta. Tutti possiamo consumare lo zucchero cosiddetto “bianco” in maniera consapevole, così come lo zucchero di canna, che si differenzia da quello bianco unicamente per la presenza di una piccola percentuale di melassa. Lo zucchero, in sostanza, altro non è che semplice saccarosio, e i processi di raffinazione servono solamente a ricavare la molecola pura, non mettendo in alcun modo gravemente a rischio la salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tuttavia raccomandato, se possibile, un’assunzione di 25 grammi di zucchero al giorno, pari a circa 6 cucchiaini da tè. È importante, inoltre, cercare di non condurre una vita troppo sedentaria. Dunque con le dovute accortezze lo zucchero bianco può essere tranquillamente assunto, dal momento che, essendo contenuto in molti prodotti preconfezionati, è anche piuttosto difficile evitarlo del tutto: d’altronde, ci sono milioni di persone che vivono benissimo, sono magre e in salute, semplicemente consumando lo zucchero nelle dosi e nelle modalità più appropriate.

È possibile sostituire lo zucchero?

Se preferite comunque ricorrere a dolcificanti più genuini quando possibile, da usare ad esempio per dolcificare il tè, potete sostituire lo zucchero con il già citato miele, con lo sciroppo d’acero, oppure con lo zucchero di canna integrale, meglio se proveniente dall’agricoltura biologica o dal commercio equo e solidale.