Impianti dentali: caratteristiche e come sono realizzati

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impianti dentali

Un impianto dentale consiste in una protesi fissa. Di solito si utilizza per riempire lo spazio lasciato libero da un dente o anche da più denti. La protesi di natura prettamente artificiale ha il compito di svolgere la funzione della radice del dente. Su di essa poi viene applicata una capsula in ceramica. Se ne ricavano molti vantaggi per quanto riguarda l’estetica, ma il paziente può godere anche di alcuni benefici per la sua salute orale. Infatti può masticare più facilmente i cibi e questo sicuramente aiuta la digestione. Inoltre il cavo orale può essere più facilmente pulito semplicemente utilizzando come di consueto lo spazzolino e il dentifricio.

Quali sono le parti che compongono un impianto dentale

L’impianto dentale deve essere realizzato e applicato da un professionista della salute orale, come per esempio coloro che operano nello studio dentistico Olgiati a Busto Arsizio. Soltanto in questo modo infatti si può curare in maniera precisa la struttura delle varie parti che costituiscono l’impianto dentale.

Dettagliatamente esso è composto da una parte che si chiama vite endossea, che costituisce la radice del dente. È un elemento cilindrico molto simile ad una vite che viene inserito all’interno dell’osso mandibolare e che permette di applicare la protesi. Il processo mediante il quale viene inserita la vita si chiama osteointegrazione.

Un’altra parte fondamentale dell’impianto dentale è costituita dall’abutment. Si tratta di una piccola struttura in metallo oppure realizzata in ceramica che ha la funzione di collegare la vite endossea alla protesi vera e propria.

Infine l’impianto dentale è costituito dalla protesi dentaria, che è quella corona che sostituisce i denti mancanti. Quindi è la parte esterna dell’impianto dentale, che copre la zona della bocca in cui mancano i denti e svolge le funzioni dei denti naturali.

Come si fa un impianto dentale

L’applicazione dell’impianto dentale è realizzata mediante un vero e proprio intervento chirurgico che solitamente viene realizzato in anestesia locale. Prima di ogni cosa, il paziente che necessita della protesi deve sottoporsi ad una visita odontoiatrica per verificare che non ci siano infiammazioni dei tessuti delle gengive o altri disturbi.

Inoltre è molto importante accertarsi che ci sia il giusto volume osseo che consente l’applicazione dell’impianto. In caso contrario si deve procedere anche con degli innesti di tessuto ossei.

Poi il medico effettua una radiografia della bocca, che è molto utile per ricavare le impronte dentali. In questo modo l’odontoiatra può ricavare delle informazioni molto importanti per quanto riguarda la struttura della mascella e della mandibola.

In questo modo saprà come intervenire nel cavo orale e saprà con precisione come creare la protesi più adeguata. Dopo tutto ciò si procede con l’inserimento dell’impianto dentale.

Si incide la gengiva, in modo che rimanga visibile l’osso, si pratica la foratura dell’osso per inserire la vita endossea e quest’ultima viene inserita.

Poi si procede agganciando la vite endossea all’abutment e infine agganciando quest’ultimo alla protesi dentaria esterna. Non è detto che l’ultimo passaggio avvenga nella stessa seduta. È possibile pure che si proceda con qualche settimana di distanza, in modo da favorire il processo di osteointegrazione.