Non dimenticare la tua memoria!

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La memoria ha un grande valore adattivo per gli esseri umani, è connessa ai processi di apprendimento e caratterizza il valore identitario della persona. Possiamo distinguere varie fasi legate alla memoria: acquisizione delle informazioni, ritenzione delle informazioni, recupero e infine una fase una di estinzione.

Atkinson e Shiffrini (1968) hanno proposto un Modello di Memoria secondo cui le informazioni vengono recepite dai nostri organi sensoriali; se le informazioni vengono trattenute nella memoria a breve termine per un tempo sufficiente possono poi passare nella memoria a lungo termine, altrimenti decadono.

Ad esempio noi abbiamo la tendenza a ricordare soprattutto i primi elementi o gli ultimi di una lista. Esistono diverse tipologie di memoria:

  • una memoria procedurale relativa alla capacità di conservare delle sequenze comportamentali legate al raggiungimento di uno scopo;
  • la memoria episodica riguarda invece ricordi riferiti a persone, eventi particolari che si sono verificati una volta o per la prima volta;
  • una memoria semantica che è preposta alla conservazione delle nostre conoscenze verbali;
  • la memoria autobiografica legata ai ricordi della propria esistenza; in genere si ricordano prevalentemente ricordi di eventi avvenuti tra i venti e i trent’anni;
  • la memoria prospettica: ci permette di pianificare azioni per economizzare tempi e spazi.

Perché dimentichiamo?

Noi dimentichiamo le informazioni per disuso e conseguente decadimento della traccia mnestica oppure perché non utilizziamo delle strategie di recupero molto adeguate; anche le nostre condizioni emotive possono condizionare la nostra memoria (blocco, rimozione); infine possiamo dimenticare quando sono presenti molte informazioni in memoria che creano interferenza.

Esistono diversi tipi di disturbi legati alla memoria, alcuni dovuti ad eventi di tipo traumatico (per esempio le forme di amnesia retrograda e anterograda) altre dovute a patologie specifiche o legate all’età (morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson).

Nell’ambito della psicoterapia la memoria ha un ruolo fondamentale in quanto permette alla persona di parlare di sé e della propria storia e favorisce l’elaborazione di quei nodi irrisolti e di eventuali traumi relazionali che sono rimasti bloccati come materiale non elaborato.

Psicologo Tiziana Giancola
www.psicologogiancola.it